Dunhill Fine Cut Blue
Nella speranza che un giorno mi libererò dai problemi che mi attanagliano e possa così scrivere una recensione anche io, vi propongo una gustosa recensione giunta per email e scritta niente-popo-di-meno-che da BoHeMieN.
Sono convinto che sia di vostro gradimento.
Ho modificato il sito sperando che funzioni anche con Opera per cellulare fatemi sapere se funge.
Salve a tutti.
Oggi intendo recensire delle sigarette ancora fresche di introduzione in Italia, le Dunhill Fine Cut.
Premetto il mio sentito ringraziamento ad Edward Monte, poiché è grazie ad un suo commento letto in questo blog che ho avuto la possibilità di scoprirle.
In particolare voglio dedicarmi alla loro variante “Blue“, la più forte, benché i coefficienti ci facciano intendere che si tratti piuttosto di “lights“:
Catrame: 7 mg
Nicotina: 0,7 mg
Catrame 9 mg.Uhm… qui credo c’è un refuso: in realtà dovrebbe essere Monossido di Carbonio (CO): 9 mg
Non nascondo che all’inizio, l’idea di spendere 5 euro per una sigaretta meno intensa delle mie Dunhill KS rosse (non sono un estimatore della fumata “leggera”) non mi entusiasmava, ma trattandosi di un nuovo blend di un marchio per il quale nutro una profonda stima la curiosità era semplicemente troppo grande.
Partiamo dal packaging.
La cura per i dettagli tipica di questo brand non è certo smentita da questo giovane prodotto: il pacchetto è di uno squisito blu carta da zucchero, sobrio ed elegante, decorato ai lati da linee verticali in rilievo e recante al centro il noto logo color argento, anch’esso in rilievo, con al di sotto la dicitura
FINE CUT
Salta subito all’occhio il formato “atipico” del pacchetto: in larghezza e profondità ricorda quello delle (orrifiche) Marlboro Gold Touch, ma è più alto, suggerendoci che si tratti di “100’s”, ma più sottili. Aperto il pacchetto noto (con rammarico) l’assenza della chiusura “salva freschezza”, presente nelle più “economiche” rosse. Questa pecca è però largamente compensata dalla fattura sopraffina di ciascuna di queste sigarette: vantano un filtro dal colore bianco perlato, decorato a fregio continuo con le lettere argentate
FC
inclusa l’una nell’altra.
Ma veniamo senza altri indugi alla parte più interessante: la fumata.
Certo, una volta deliziata la vista con dettagli così squisiti le aspettative sono molto alte, dunque inizio a gustare la prima boccata con estrema calma. Il fumo è delicato, leggero, tanto da ricordare quello di narghilè, si può aspirare a pieni polmoni senza il minimo fastidio, espirare dal naso senza il minimo formicolio; la miscela ha un bilanciamento invidiabile: si percepisce un morbido effluvio di tabacchi orientali, dal retrogusto vanillino, la cui dolcezza non mette tuttavia mai in imbarazzo.
Aspirare il fumo da questo filtro così stretto richiede un sforzo leggermente maggiore rispetto a quello consueto, si è incoraggiati ad assaporare la sigaretta nota per nota. La combustione è piuttosto lenta, aspetto dovuto probabilmente ai tabacchi tritati più finemente, addirittura con 46 tagli per pollice.
Malgrado i valori di nicotina e condensato non eccelsi, la Fine Cut è molto appagante pur rimanendo una “light” a pieno titolo. Nessun retrogusto persistente (un bene, a mio dire) una volta spenta la sigaretta, come è tipico di tutti i prodotti Dunhill: davvero impossibile stancarsi di questo brand. Del resto, laddove pubblicizzare i tabacchi non è vietato dalla legge, è ben noto l’ironico ed efficace slogan
Whoever is tired of Dunhill is tired of life
Provarle? Ottima idea: anche se non diventeranno le vostre sigarette abituali (fatto di cui il vostro portafogli non sarebbe forse troppo lieto), la qualità del prodotto non vi farà pentire dell’acquisto. Tenete conto però che, specie se siete fumatori di lights, sarà poi molto dura tornare indietro. Siete avvisati.
Pubblicato il giorno 4 febbraio 2010
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